Ho rotto l’Apple Watch. Che faccio, riparo o compro nuovo?

Novembre 15, 2024

Non sarò la prima e, di certo, non sarò l’ultima: circa un mese fa succede che il mio Apple Watch SE cade accidentalmente (l’ho tolto dal polso per metterlo in carica ed è successo). All’inizio sembrava che il danno fosse puramente estetico (per così dire) per la ‘crepatura’ del display. Ma, col passare dei giorni, il device ha iniziato a non funzionare più correttamente: faceva fatica a collegarsi all’iPhone, non riceveva più le notifiche, finché è successo che non si è ricaricato nemmeno più. La domanda è sorta spontanea: è arrivato al capolinea?

Presa dal panico (e avere elencato tutti i santi del paradiso perché la garanzia era scaduta da pochissimo tempo) ho provato anche a chiedere alla community IG di The New Retail consigli sul da farsi: d’altronde, sebbene ancora piccola, è formata da persone (tutte vere!) addette del settore interessate a parlare/chiacchierare e offrire spunti di riflessione sul nostro mercato.

Infatti, l’idea arriva: mi viene fatto notare che Unieuro ha acquistato Covercare con l’idea di puntare proprio su “segmenti di mercato a maggiore redditività, in crescita e fortemente sinergici con il proprio core business”. Vuoi che non mi sappiano riparare un Apple Watch (mi sono detta)? Cerco in quale negozio Unieuro vicino a me posso trovare il corner WiFix (identificativo del servizio di riparazione offerto direttamente nei negozi della catena) e scopro che posso recarmi nel punto vendita di Lissone (Mb). Riesco a farlo giovedì 7 novembre, in tarda mattinata. Ora, tralasciando volutamente la voglia riscontrata di ascoltare prima e accontentare poi la richiesta di un cliente da parte della persona che mi sono trovata davanti, la risposta secca e perentoria è stata: “non ripariamo orologi, si può recare in un Apple Store”. Alla parola ‘orologi’ per identificare un Apple Watch sono rimbalzata, ma ho ringraziato e me ne sono andata.

Ovviamente, ho fatto le mie ricerche ed effettivamente questa cosa è ben documentata se si cerca tra i servizi Unieuro. Quindi, cosa si può recriminare? Forse, l’accoglienza, da migliorare certamente?

Ma la domanda mi ha perseguitato per giorni: perché investire 70 mln di euro e precludersi delle opportunità? È una domanda legittima secondo voi? Ai posteri….

Presa dallo sconforto per il mio polso sinistro orfano di Apple Watch da diverso tempo, non demordo e decido di rivolgermi presso una Smart Bar di MediaWorld. Giusto stamani, venerdì 15 novembre, mi sono recata al Tech Village di Certosa per una intervista (coming soon) e mi sono detta Why Not.

Certosa è una macchina gigante da muovere ed essere sul pezzo ed efficienti non è scontato. Prendo il numerino e aspetto il mio turno: sono due i ragazzi dedicati alla Smart Bar stamani. Mi chiamano (parlo con uno di loro) e spiego il problema: accoglienza molto buona, livello di ascolto alto. In sintesi, il mio Apple Watch è ridotto male (l’avevo capito) e deve essere mandato in assistenza. Ci vogliono almeno tre settimane (così mi viene detto) per capire il danno e il budget per ripararlo. Dopo di che, posso decidere se procedere alla riparazione o pagare poco meno di 10 euro (per le spese di spedizione) per riavere indietro il mio dispositivo non funzionante. Chiedo se mi possono dare un’idea del costo della riparazione che, probabilmente, si potrebbe aggirare sui 250 euro (i prodotti Apple sono costosi, mi viene detto) e conveniamo entrambi che comprare un nuovo Apple Watch SE avrebbe un costo simile. Chiedo allora una valutazione dell’usato (per acquistare il nuovo): ben 8 euro.

In un attimo tutte le considerazioni su sostenibilità, impatto ambientale e aggiungete pure tutto quello che vi sembra indicato, vanno a farsi benedire.

Cosa avreste fatto voi? Perché io, la mia scelta, l’ho fatta.