Intervista ad Antonio Butali, vice presidente di Euronics Gruppo CDS

Luglio 7, 2025

È passato circa un anno dall’annuncio dell’acquisizione di alcuni negozi Nova di Roma da parte del socio Euronics Italia Euronics Gruppo CDS. Una operazione che, all’epoca, aveva sicuramente risollevato gli animi per la promessa intrinseca di salvaguardare la presenza dell’insegna sul territorio oltre che, soprattutto, le professionalità coinvolte. Perché, come spiega Antonio Butali, vice presidente di Euronics Gruppo CSD, “Siamo orgogliosi di essere riusciti a dare continuità occupazionale a tante persone, perché crediamo che siano proprio le persone a fare la differenza. Siamo convinti che investire sulle competenze e sul sapere di chi conosce il nostro settore rappresenti un valore strategico e umano”. Con Butali ripercorriamo questi ultimi dodici mesi, senza dimenticare di commentare l’andamento del mercato attuale, la competizione sempre più marcata con le catene e l’impegno del retail anche nel sociale con Gruppo CDS Charity.

 Un anno fa l’acquisizione dei punti vendita ex Nova nel Lazio. Partiamo da qui…

Euronics Italia è un Gruppo solido, formato da imprenditori fortemente radicati nei propri territori, che insieme costruiscono una rete capillare in grado di fare sistema. È proprio questo spirito di collaborazione tra i soci che consente al Gruppo di affrontare con determinazione momenti di complessità. In quest’ottica, Euronics Gruppo CDS ha scelto rilevare sei punti vendita ex Nova nel Lazio: a Rieti, Pomezia, Frosinone, Bracciano, Torre Spaccata e nel centro commerciale di Guidonia. L’operazione ha interessato negozi ancora operativi e anche già chiusi, con l’obiettivo non solo di salvaguardare la presenza sul territorio, ma soprattutto di valorizzare le professionalità già presenti. Sono stati infatti integrati nei nostri team circa 75 dipendenti, tra nuove assunzioni e collaboratori provenienti dai negozi acquisiti. In particolare, sono entrati a far parte del Gruppo 21 persone a Guidonia e 21 a Torrespaccata, oltre che una trentina di risorse riaccolte dagli altri quattro punti vendita.

Che cosa ha rappresentato per la vostra realtà questa scelta?

Molto orgoglio. Siamo riusciti a dare continuità occupazionale a tante persone, perché crediamo che siano proprio le persone a fare la differenza. Puntiamo da sempre sul loro sviluppo e sulla crescita interna, convinti che investire sulle competenze e sul sapere di chi conosce il nostro settore rappresenti un valore strategico e umano. Il mercato dell’elettronica di consumo è infatti particolarmente complesso e competitivo, e trovare nuove figure già formate è tutt’altro che semplice. Questa capacità di fare squadra del gruppo Euronics Italia si muove di pari passo con la cura per il territorio e con l’impegno quotidiano per offrire un servizio di qualità ai clienti. È questa attenzione alla rete, alle persone e alla professionalità che costituisce la vera cifra distintiva del nostro Gruppo: un’identità costruita nel tempo, che si rinnova ogni giorno grazie alla fiducia dei consumatori e al lavoro di chi, con passione e competenza, fa parte della nostra squadra.

Come ‘legge’ il momento attuale del mercato technical?

Il nostro settore, come noto, ha vissuto durante la pandemia un’impennata straordinaria nei consumi, spinta dalla necessità improvvisa di dotarsi di dispositivi tecnologici per lavorare, studiare e vivere la quotidianità in un contesto domestico. È naturale quindi che, nel periodo post-Covid, il mercato abbia attraversato una fase di fisiologica decrescita e di assestamento, segnata da una maggiore complessità rispetto agli anni precedenti. Nonostante ciò, il mercato italiano resta dinamico e interessante, come dimostrano anche recenti operazioni internazionali, tra cui l’ingresso nel nostro Paese della controllata Fnac Darty. È un segnale chiaro che l’Italia continua a essere vista come un contesto attrattivo, ricco di opportunità e ancora capace di stimolare investimenti. La competizione si intensifica, ma questo rappresenta in ultima analisi un vantaggio per i consumatori, che oggi possono beneficiare di un’offerta sempre più ampia e di condizioni di acquisto particolarmente favorevoli.

A questo proposito, che ruolo gioca oggi la competizione tra retailer locali e grandi catene?

La competizione tra retailer locali, gruppi di acquisto e grandi catene è senz’altro un elemento del nostro mercato, ma credo rappresenta oggi il vero nodo critico del settore. Il punto centrale, a nostro avviso, è che l’intero comparto dell’elettronica di consumo sta attraversando una fase delicata, segnata da un assestamento dopo anni di forte crescita e da una complessità crescente legata a dinamiche macroeconomiche e internazionali. Non sappiamo ancora se ci troviamo di fronte a una fase di stabilizzazione o all’inizio di un nuovo ciclo, ma è evidente che le regole del gioco stanno cambiando. In questo scenario, la forza delle realtà imprenditoriali territoriali come la nostra risiede nella capacità di adattarsi con flessibilità, di conoscere profondamente il proprio pubblico e di offrire un servizio puntuale, personalizzato e di qualità. È un contesto che richiede lucidità e capacità di visione: noi continuiamo a investire con convinzione, consapevoli che solo chi saprà valorizzare al meglio le persone, il servizio e il legame con il territorio potrà affrontare con successo questa fase di transizione.

Euronics Gruppo CSD è una realtà molto coinvolta anche nel sociale attraverso Euronics Gruppo CDS Charity. Ce ne vuole parlare?

Volentieri. Quest’anno abbiamo contribuito all’acquisto di attrezzature didattiche per un’aula specifica dell’ISIS Carducci Volta Pacinotti di Piombino, sostenendo concretamente l’apprendimento tecnologico dei più giovani. Inoltre, abbiamo dato il nostro supporto all’Associazione Tumori Toscana – ATT, che offre cure domiciliari oncologiche gratuite grazie a medici, infermieri, psicologi e operatori socio-sanitari. Iniziative come queste rappresentano per noi un dovere morale, oltre che un modo per restituire valore ai territori in cui operiamo.