Un modello operativo “oggi più efficiente e sostenibile nel tempo”. A tu per tu con Dodonova (Mediaworld)

Gennaio 26, 2026

A distanza di pochi giorni dalla pubblicazione dei risultati dell’ultimo anno fiscale (terminato il 30 settembre 2025, ndr), Daria Dodonova, CFO di Mediaworld, commenta a The New Retail la bontà dei numeri e la modalità con cui sono stati raggiunti. Sebbene infatti il risultato di fatturato sia in linea con il FY precedente, “il vero elemento di discontinuità” resta “il forte miglioramento della redditività: il margine operativo lordo è cresciuto in modo significativo, così come l’utile di esercizio, tornato positivo dopo tre anni. Questo dimostra che, a parità di fatturato, il modello operativo è oggi più efficiente, disciplinato e sostenibile nel tempo” spiega la manager. Nonostante il contesto di mercato “ancora complesso”, MediaWorld lavora “con un approccio equilibrato, orientato a rendere il modello sempre più solido e sostenibile nel tempo”. Parola di Dodonova che, nella intervista rilasciata, parla anche di investimenti, format e fidelizzazione del consumatore.

Il risultato di fatturato di 2,4 mld di euro dichiarato risulta essere in linea con quello dell’esercizio fiscale precedente: cosa, in questo risultato, è realmente cambiato?

È vero che il fatturato complessivo – pari a 2,4 miliardi di euro – risulta in linea con l’esercizio precedente, ma ciò che è cambiato in modo significativo è la qualità della crescita e la composizione del risultato. Nel 2025 MediaWorld ha registrato una crescita delle vendite del +1,7% in un mercato sostanzialmente stabile, aumentando la quota di mercato sia nei canali fisici sia in quelli digitali. All’interno di questo dato complessivo, le dinamiche sono state differenziate per categoria: in alcuni comparti abbiamo visto una crescita sia a valore sia in volumi (come piccoli elettrodomestici, wearable e aspirazione), mentre in altri – come il computing – l’andamento riflette un’evoluzione più selettiva della domanda, con dinamiche disallineate tra valore e volumi. Il vero elemento di discontinuità, però, è il forte miglioramento della redditività: il margine operativo lordo è cresciuto in modo significativo, così come l’utile di esercizio, tornato positivo dopo tre anni. Questo dimostra che, a parità di fatturato, il modello operativo è oggi più efficiente, disciplinato e sostenibile nel tempo.

Nella sua dichiarazione inserita nella nota ufficiale si legge: “Puntiamo a consolidare i risultati raggiunti nel 2025, rafforzando ulteriormente la redditività, la generazione di cassa e la posizione finanziaria”. Come, in un contesto di mercato come quello attuale che vede margini in sofferenza e pedonabilità ai minimi storici, Mediaworld intende lavorare per raggiungere l’obiettivo?

In un contesto di mercato ancora complesso, MediaWorld lavora con un approccio equilibrato, orientato a rendere il modello sempre più solido e sostenibile nel tempo. L’attenzione è rivolta a diverse leve: una gestione sempre più evoluta dei costi operativi legati alla rete, l’adozione di best practice e benchmark internazionali per migliorare l’efficienza complessiva, e un insieme di iniziative già avviate nel corso del 2025 per rafforzare la produttività dei punti vendita. A questo si affianca una strategia che punta a valorizzare servizi, soluzioni e relazioni di lungo periodo con i clienti, riducendo la dipendenza da una competizione esclusivamente promozionale. In questa prospettiva, il rafforzamento della redditività e della generazione di cassa è il risultato di un bilanciamento tra attenzione all’efficienza, investimenti mirati e progressiva maturità del modello omnicanale, che consente all’azienda di continuare a crescere in modo coerente con il contesto di mercato.

Gli investimenti sostenuti da MediaWorld nell’anno fiscale preso in esame sfiorano i 30 milioni di euro coinvolgendo (anche e soprattutto) la rete vendita. In particolare, il negozio Tech Village (oggetto nel 2025 di restyling) e Verano Brianza (oggi definito Future Store). Qual è il bilancio a oggi di questi investimenti? Quali gli sviluppi nel medio/breve termine in questa direzione?

I circa 30 milioni di euro investiti nel corso dell’esercizio sono stati distribuiti su più direttrici strategiche: nuove aperture, ristrutturazioni, tecnologia e infrastruttura It, con un focus particolare sull’evoluzione dell’esperienza instore e omnicanale. Il Tech Village di Milano Certosa e il punto vendita di Verano Brianza rappresentano due esempi emblematici di questo approccio, che riproducono punti cardine della nostra strategia, con spazi ripensati in chiave esperienziale e l’introduzione di soluzioni tecnologiche concrete, come i pagamenti direttamente in reparto, oggi già replicati su tutta la rete. I risultati sono già visibili: il miglioramento del Net Promoter Score, l’indicatore per eccellenza di soddisfazione cliente conferma che gli investimenti su retail e tecnologia stanno generando valore reale. Nel breve-medio termine, MediaWorld continuerà a lavorare su un modello dinamico di evoluzione della rete, affinando formati, localizzazioni ed efficienza operativa.

L’ad Emanuele Cosimelli, sempre nella nota, parla del “miglior risultato di sempre nella soddisfazione dei clienti” come “traguardo che va oltre i numeri e che racconta la qualità del percorso che stiamo costruendo”. Si dice che il consumatore oggi sia opportunista (forse ‘drogato’ dalla troppa pressione promozionale del settore) e mai più fedele. Mediaworld sta forse riscrivendo una nuova pagina del CRM per il settore?

Il miglior risultato di sempre nella soddisfazione dei clienti è il frutto di un lavoro coerente su più livelli: investimenti nei negozi, ampliamento dei servizi, innovazione tecnologica e formazione continua delle persone, sia in store sia in sede. In questo percorso si inserisce anche il rilancio del programma di loyalty, evoluto nel 2025 verso un modello ancora più emozionale, personalizzato e orientato all’esperienza. Oggi il programma conta oltre 6,5 milioni di clienti attivi, con una crescita significativa dei clienti “Gold”, segnale di una relazione più profonda e continuativa con il brand. In un settore storicamente dominato dalla leva promozionale, MediaWorld sta lavorando per spostare il baricentro dalla transazione alla relazione: non si tratta solo di CRM in senso tradizionale, ma di costruire un ecosistema omnicanale capace di generare fiducia, appartenenza e valore nel tempo. Siamo convinti che la combinazione tra un’attenzione costante all’esperienza del cliente, investimenti mirati a supporto della crescita e dell’innovazione tecnologica, e una gestione attenta ed evoluta dei costi rappresenti la base più solida per dare continuità ai risultati raggiunti nel 2025.