Carrefour intenzionata a lasciare il mercato italiano. È quanto scrive il settimanale tedesco Lebensmittel Zeitunng che parla di manifestazioni di interesse, tra gli altri, della tedesca Lidl, ma anche di Conad ed Esselunga.
Per citare il Sole 24 Ore, l’Italia pare essere avara di soddisfazioni per Carrefour, la cui produttività (vendite per metro quadro) si attesta al di sotto della media italiana con soli 5.716 euro contro i 7.770 del dato nazionale (Fonte: Mediobanca). Tra il 2019 e il 2023, secondo il report Gdo di Mediobanca, Carrefour avrebbe accumulato nel nostro Paese perdite per 874,2 milioni di euro. Sarà forse per questi risultati che, già lo scorso novembre, il Financial Times parlava di una exit strategy dai Paese “non core” tra cui l’Italia (insieme a Belgio, Romania, Polonia) mentre negli ultimi mesi l’insegna ha abbandonato la Giordania e l’Oman.
Una scelta certamente non semplice per la multinazionale francese che, nel novembre 2022, durante l’emergenza sanitaria, aveva annunciato il “Carrefour 2026 strategic plan” che aveva come obiettivo il raggiungimento della leadership nella distribuzione, in un contesto economico, sociale e climatico estremamente mutevole.
Che fare ora? Se l’uscita dal mercato italiano di Carrefour fosse confermata, si potrebbe configurare (sempre secondo Il Sole 24 Ore) l’ipotesi dello spezzatino in cui le diverse insegne potrebbero comprare lotti di punti vendita che meglio si integrano con la propria realtà, sia come format che per bacino di vendita.
Se per la multinazionale francese dell’alimentare l’Italia non rappresenta un mercato ‘core’, è ormai assodato che, nell’elettronica di consumo, la musica è diversa. L’acquisizione di Unieuro da parte di Fnac Darty è storia ormai ‘vecchia’ (si fa per dire): una operazione che ha permesso al colosso d’oltralpe di coniare l’obiettivo di leadership nell’elettronica di consumo, negli elettrodomestici, nei prodotti e nei servizi nell’Europa meridionale e occidentale con oltre 10 miliardi di euro di fatturato, 30 mila dipendenti e più di 1.500 negozi. Oggi, per Fnac Darty, l’Italia rappresenta il secondo mercato di riferimento (come peso specifico) dopo la Francia.
Nel 2018, qualcuno si ricorderà, Carrefour e Fnac Darty avevano annunciato la volontà di mettere a fattore comune gli acquisti di apparecchi elettronici e di elettrodomestici (una collaborazione che oggi vede la presenza di shop in shop di Fnac Darty all’interno dei negozi Carrefour in Francia). Proprio in quel periodo, nel 2018, si verificò anche un interscambio di manager al vertice dei gruppi di distribuzione francese: Alexandre Bompard (attuale Chairman and CEO di Carrefour) si dimise da Fnac Darty per passare in Carrefour e in Fnac Darty arrivò Enrique Martinez (attuale CEO Fnac Darty).
Chissà se questa collaborazione porterà in Italia un interesse da parte di Unieuro per i punti vendita eventualmente dismessi da Carrefour Italia (per quelli ovviamente più adatti a una riconversione nel retail tecnologico). Quel che è certo è che, da Forlì, è arrivato un invito per un evento che si terrà a Milano l’8 luglio. E il condizionale resta d’obbligo fino a quella data.