Martinez (Fnac Darty): “La sede Unieuro rimarrà a Forlì”

Novembre 9, 2024

La notizia di cui, noi tutti, oggi, abbiamo discusso, cercato e postato è la fine di una epoca di una insegna italiana e l’inizio di un’era di respiro europeo per il retail nel Bel Paese. Come è noto, dopo che la maggioranza degli azionisti di Unieuro (71,5% del capitale sociale della catena) ha dato sostegno alla acquisizione, tra il 4 e l’8 novembre è stato aperto un’ulteriore periodo “per dare la possibilità ad altri azionisti di portare le proprie azioni in adesione all’Offerta”.

È notizia di oggi che Fnac Darty ha conquistato il 91,1% di Unieuro, quindi anche gli azionisti più scettici non hanno potuto nulla contro l’Opa d’oltralpe.

Nel bel mezzo di questo tsunami italiano, c’è una nota positiva che vorrei mettere in luce per tutte le persone coinvolte in questa acquisizione.

In una intervista rilasciata il 7 novembre da Enrique Martinez, amministratore delegato della multinazionale Fnac Darty, a Il Resto del Carlino, il manager rilascia una dichiarazione di intenti che guarda alla continuità:

Perché volete delistare l’azienda?

“Al termine del periodo di offerta, valuteremo la situazione e prenderemo in considerazione la possibilità di delisting: mantenere la quotazione di Unieuro in borsa renderebbe più complessa la struttura del gruppo”.

C’è un legame tra voi e il gruppo Ceconomy che controlla Mediaworld. È nell’ordine delle cose che in Italia venga razionalizzata la presenza dell’una o dell’altra insegna?

“Ceconomy non è all’interno della governance di Fnac Darty. Non c’è alcun piano per tale combinazione”.

Con quali criteri formerete il nuovo cda? Confermerebbe l’amministratore delegato Giancarlo Nicosanti, che pure si è espresso contro la congruità dell’offerta e, ci corregga se sbagliamo, non vi ha venduta la sua quota?

“Il nostro approccio nei confronti del team di Unieuro è di natura amichevole. Come già detto, rispettiamo i loro risultati e i loro progetti. Parleremo con loro a tempo debito e valuteremo in che misura la governance debba essere adattata alla nuova situazione”.

La sede di Unieuro resterà a Forlì? E nel caso di un’eventuale fusione?

“Sì, la sede di Unieuro rimarrà a Forlì. Apprezziamo le competenze dei team di Unieuro e non intendiamo sostituirli”.

Le citiamo iniziative che danno visibilità al marchio Unieuro e le chiediamo se, secondo lei, potranno essere mantenute: ‘Cuori connessi’ in partnership con la polizia, contro il cyberbullismo; la sponsorizzazione del palasport di Forlì, Unieuro Arena; la sponsorizzazione della squadra di basket in seconda serie nazionale.

“Innanzitutto, mi lasci sottolineare che intendiamo continuare a utilizzare e valorizzare il brand Unieuro. Inoltre, non c’è all’orizzonte l’intenzione da parte nostra di cambiare le attività filantropiche di Unieuro. Sono un appassionato di basket, quindi sarei felice se la collaborazione con la squadra di Forlì potesse continuare a lungo”.

Queste acquisizioni non sono mai indolori e semplici, io per prima avevo considerato l’ipotesi di un subentro ‘pesante’ di Fnac Darty in Unieuro con cambio di sede, cambio del management e chiusure dei negozi non propriamente profittevoli. Al momento, nessuno può dare la garanzia che questo non succeda, ma le parole di Martinez fanno ben sperare in un approccio morbido.

Io però una cosa, l’ultima cosa, la voglia scrivere: avevamo un baluardo tutto italiano del retail nel nostro Paese, leader di mercato, che da insegna locale è diventata catena nazionale che ha dato anche lavoro a chi non ne aveva più (vedi alla voce acquisizioni). Ricordo anche, nelle convention, l’ad di Unieuro scandire con orgoglio l’italianità della propria azienda e l’incapacità delle insegne straniere (che come erano arrivate, se ne sono andate, come meteore) di competere nel nostro Paese. Da qui si scrive una storia diversa.