L’aria che tira (nei negozi)

Aprile 1, 2025

Settimana scorsa, stanca (lo ammetto) della flemmatica situazione apparente in cui versa il mercato, ho chiesto alla community IG di The New Retail (ai ragazzi che lavorano nei punti vendita in modo particolare) che aria tirasse nei negozi. Non che mi aspettassi chissà quale grande entusiasmo, ma al calo oggettivo della pedonabilità negli store technical (probabilmente, non solo in quelli) sono stati dedicati i commenti della maggior parte delle persone che hanno voluto dire la loro sulla situazione. E, tengo a precisare, un po’ di tutte le insegne.

  • Meno pedonabilità, ma comunque vendite importanti (perché esiste la paura di acquistare prodotti di un certo valore online). Dice uno
  • Periodo magro. Scrive un altro
  • I negozi di elettronica sono sempre più vuoti. Il problema è dettato anche dal fatto che tra negozi fisici e vendor non c’è più la partnership di una volta. Spiegano

Ora, i primi mesi dell’anno (di ogni anno) non sono mai stati portatori di chissà quale grande contributo in termini di sell out al settore. È un momento dell’anno traghettatore verso l’estate (dove il trattamento aria – se le temperature aiutano – funge da protagonista) e l’autunno-inverno (il vero protagonista delle vendite). Ma, in questo 2025, si assiste a una povertà di movimento ancora più marcata. Il momento generale di estrema incertezza, di certo, non aiuta: la guerra Russia-Ucrania, Trump e dazi e, se vogliamo guardare al nostro piccolo praticello non sempre verde, questo benedetto Bonus Elettrodomestici che sembra dover affrontare una corsa a ostacoli interminabile prima di arrivare a destinazione. Quando invece potrebbe aiutare a sostenere – per lo meno, aiuterebbe a parlarne – la sostituzione del parco installato. In Italia, particolarmente ‘vecchio’.

Per essere ancora più pragmatici, le vacanze di Pasqua alle porte (con ponti del 25 aprile e del 1 maggio annessi) lasciano spazio a intrepide vacanze che (può essere) sono state preferite dagli italiani come spesa da sostenere al posto delle pulizie primaverili (e oggetti annessi all’uso).

Eppure, alla disamina appena scritta manca qualcosa. Un elemento fondamentale affinché si torni a vivere il negozio in maniera sostanziale. Manca, a mio parere, una vera e propria novità di prodotto in grado di catturare l’attenzione del grande pubblico, di rivoluzionare un settore, un modo di eseguire operazioni di tutti i giorni rendendole più semplice e intuitive. O per lo meno, manca la modalità di raccontarlo. Si fa un gran parlare di IA, ma in che modo, questa, possa davvero essere utile alle persone chi l’ha detto? Il trade? Le aziende? Lascio a voi la risposta.

Quando faccio formazione per le aziende, c’è una frase che ripeto spesso agli addetti vendita: “Il primo acquisto è marketing; il secondo è il prodotto”. L’innovazione, nel nostro mondo (sia esso bianco, ped, CE, telefonia), corre in maniera velocissima e appassionarsi a un prodotto non dovrebbe e non può essere così difficile (e non deve valere solo per iPhone e modelli Dyson). L’offerta deve tornare a essere protagonista di tutte le attività aziendali. E la loro modalità di utilizzo la comunicazione più prossima.