Alla sua prima intervista da country manager di Fnac Darty Italia (anche se è la prima effettiva che io ricordi, ndr) Maria Bruna Olivieri dichiara nelle pagine de Il Sole 24 Ore: “Non c’è alcuna intenzione da parte del nostro azionista di portare il brand Fnac Darty in Italia. Il marchio Unieuro è e rimarrà uno degli asset chiave dell’azienda”, conferma la manager al giornalista Enrico Netti che scrive “una precisa scelta di Fnac Darty che conferma la volontà di percorrere un cammino all’insegna della continuità e della piena fiducia nel top management italiano”.
Se da una parte l’identità rimane, secondo Olivieri “rafforzeremo la leadership aprendoci a tutte quelle sinergie ed economie di scala che si generano dall’appartenere a un gruppo paneuropeo così importante”.
Sono stati inoltre confermati dalla manager i progetti, già avviati, di trasformazione e sviluppo, come la nuova piattaforma logistica di Colleferro nei pressi di Roma, oltre che l’apertura nella prima parte dell’anno di cinque nuovi punti vendita di medie dimensioni e la collaborazione con un nuovo partner della grande distribuzione dopo Finiper e Conad.
Dopo un 2024 (FY) chiuso per Unieuro con un fatturato di 2,6 miliardi e un Ebit adjusted di 34,8 milioni di euro, Olivieri sostiene che “per il 2025 il sentiment è positivo: prevediamo un aumento dei volumi di vendita anche per effetto del bonus che favorisce la sostituzione dei grandi elettrodomestici, mentre per i prodotti hi tech si vede già l’effetto sostituzione di quanto acquistato durante il Covid. Il 2025 sarà l’anno in cui cresceremo anche in termini di fatturato che per Unieuro prevedo sarà superiore alla media in un mercato che vedrà una certa ripresa degli acquisti”.